La muffa nelle lingue europee

Se stai progettando di andare a vivere all’estero, in uno dei Paesi dell’Unione Europea, ti conviene iniziare a imparare le parole di più frequente utilizzo nei vari idiomi locali. Nel caso in cui tu abbia in mente di prendere casa – una circostanza abbastanza inevitabile se hai in programma un trasferimento o un trasloco – potrebbe essere utile scoprire come si dice “muffa” nelle varie lingue europee. La parola italiana deriva dalla radice “muff”, che si ritrova in molti termini romanzi e germanici.

Con l’aiuto del blog www.muffaway.it, quindi, andiamo a scoprire qual è la traduzione di “muffa” nelle lingue che vengono parlate più di frequente in Europa. A questo proposito, vale la pena di ricordare che nel Vecchio Continente la classifica delle lingue più diffuse vede al primo posto il tedesco, seguito dal turco, dall’italiano, dal francese, dall’inglese, dal russo, dallo spagnolo, dal polacco, dal rumeno e dall’olandese. Per circa un centinaio di milioni di persone, in pratica, il tedesco è la prima lingua: la loro muffa si chiama “schimmel“, e l’aspetto più curioso a proposito di questa traduzione è rappresentato dal fatto che lo stesso termine vuol dire anche “cavallo bianco”.

In turco, invece, per indicare la parola “muffa” si usa “kuf“, con la dieresi sopra la “u”, a segnalare una lettera che riproduce un suono che non può essere riprodotto con nessuna altra lettera. Decisamente più elegante il termine francese che si traduce con “muffa”: si tratta di “moisissure“, una parola dal suono dolce, così come dolce è “moisi”, il termine che vuol dire “ammuffito”. Per quel che riguarda l’inglese, invece, sono due le espressioni che possono essere utilizzate per indicare la muffa: la prima è “mould“, mentre la seconda è “mildew“. Occorre fare attenzione, però, nel caso in cui ci si trovi negli Stati Uniti: nell’inglese americano, infatti, la muffa è “mold”, senza la “u” in mezzo. In ogni caso, in inglese il nome “mould” sta a indicare anche gli stampi.

Passando al russo, la muffa si chiama “pljesjen“, mentre in spagnolo si parla di “moho”, un termine che viene usato per indicare anche la ruggine: l’importante è non confondersi, perché un prodotto antimuffa è ben diverso rispetto a un prodotto antiruggine. “Plesn” è il termine che usano i quasi 40 milioni di polacchi per riferirsi alla muffa, mentre in Romania il termine da adottare è “mucegai“. Infine, l’ultima delle lingue più parlate nel nostro continente è l’olandese, che è diffuso non solo nei Paesi Bassi, ma anche in Germania, in Francia e in Belgio. Ebbene, i connazionali di Marco Van Basten per indicare la muffa impiegano la parola “schimmel“, che è la stessa del tedesco, oppure il sostantivo “meeldauw“, che richiama l’espressione inglese.

Insomma, questi sono i modi in cui si parla della muffa al di là dei nostri confini: la maggior parte delle lingue propone la lettera iniziale – la “m” – in comune, ad eccezione degli idiomi più orientali, come il polacco o il russo. Ora sei davvero pronto per fare le valigie e trasferirti.