Cibi biologici, ecco perché sceglierli

Il biologico è, senza alcun dubbio, una delle mode più recenti dal punto di vista delle scelte e degli acquisti alimentari. Si tratta, in verità, di un paradosso, soprattutto se si pensa al fatto che fine agli anni Cinquanta del secolo scorso questa era la sola scelta possibile, e non c’era alternativa rispetto al biologico: insomma, quel che per i nostri nonni era la normalità oggi viene considerato un’eccezione e, in quanto tale, viene fatto pagare di più. Per capire le ragioni di tale evoluzione – o involuzione, a seconda dei punti di vista – è necessario pensare ai cambiamenti a cui è andata incontro la nostra società, con lo sviluppo industriale che ha riguardato il settore agricolo in modo sempre più consistente.

In seguito all’introduzione sul mercato dei pesticidi chimici e dei fertilizzanti si è passati a quella che è stata definita coltivazione agro-chimica: il ricorso a prodotti di questo genere ha lo scopo di assicurare ai consumatori la possibilità di acquistare frutta e verdura prive di imperfezioni, almeno dal punto di vista estetico. Il problema è che, in questo modo, i prodotti della natura diventano sempre meno naturali e sempre più artificiali, il che può avere delle ripercussioni negative nei confronti della salute delle persone.

Il problema dei pesticidi

Come è noto, i pesticidi non sono altro che dei veleni il cui compito è quello di uccidere degli esseri viventi: è chiaro che la loro presenza negli alimenti di cui ci nutriamo non è esattamente desiderabile. Con il passare degli anni la quantità di pesticidi sul mercato aumenta sempre di più, così come aumenta il loro sfruttamento da parte degli agricoltori; tra i più diffusi si segnala il carbendazim, che è presente in molti ortaggi e in molti frutti. Eppure non sono poche le ricerche scientifiche che dimostrano come e quanto il carbendazim sia dannoso per l’uomo: i rischi per la salute si concretizzano sotto forma di disturbi della crescita nei bambini o in un aumento della probabilità di ammalarsi di tumore.

Come si può leggere sul sito www.studionutrilab.com curato dal dottor Francesco Garritano, i prodotti biologici fanno venir meno tutti questi problemi, anche perché non hanno additivi alimentari potenzialmente rischiosi: basti pensare ai controversi interferenti endocrini chimici che si trovano nei pesticidi e negli additivi per capire i pericoli che si corrono, anche nel caso in cui essi vengano introdotti nell’organismo in dosi piuttosto ridotte.

Inoltre, un altro aspetto che rende consigliabile il consumo degli alimenti biologici è da individuare nell’assenza di organismi geneticamente modificati: infatti, gli animali che vengono allevati secondo gli standard biologici non possono – a livello normativo – essere alimentati con mangimi OGM. Deve essere il buon senso a indurre a mangiare biologico ogni volta che se ne ha la possibilità, dal momento che l’agricoltura alimentare su scala industriale si sta dimostrando non in grado di mettere a disposizione cibi sicuri e sani. Senza contare, poi, le questioni etiche, con lo scarso rispetto per l’ambiente e per le condizioni in cui gli animali vengono allevati. Vale la pena, allora, di puntare solo sui prodotti che sono contrassegnati con il logo di produzione biologica europea.